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“Mangia, prega, ama”: c’è chi legge, chi guarda e chi inforna

Un libro, un film, ma soprattutto la specialità più tipica della cucina italiana: la pizza margherita. Noi vi diamo la ricetta per descriverla e soprattutto per gustarla. Preparate le papille!

Avete mai pensato a quanti aggettivi si possono usare per descrivere la pizza? Lo ha fatto Elizabeth Gilbert nel suo libro “Mangia, prega, ama” dal quale è stato tratto il film con Julia Roberts per la regia di Ryan Murphy.

 

«Avevo sempre pensato che, quanto alla base della pizza, la vita ci offrisse dolo due possibilità: croccante e sottile, oppure spessa e pastosa. Chi l’avrebbe mai detto che al mondo esisteva una pizza sottile e anche pastosa? Sottile, pastosa, consistente, elastica, squisita, scivolosa, gustosissima pizza.»

 

La protagonista si trova a Napoli nell’ambito di un viaggio alla ricerca di se stessa. Durante il soggiorno convince la sua nuova amica Sofi che bisogna godersi la vita indulgendo nei piaceri… Il piacere del giorno è la scoperta della pizza margherita, in una ricetta così buona da spingerla a ordinarne anche una seconda, con doppia razione di mozzarella…

 

«La mia pizza mi piace talmente tanto che, nel mio delirio, ho la certezza di piacere anche io a lei. Anzi, tra me e la mia pizza sta nascendo uno stretto rapporto personale, quasi una storia d’amore.»

 

La pizza margherita conquista Liz, questo il nome della protagonista del film “Mangia, prega, ama”, fin dal primo assaggio e la porta ad esaltarne nel dettaglio ogni ingrediente:

 

«Sopra c’è una dolce salsa di pomodoro che spumeggia frizzante e cremosa quando incontra la mozzarella fresca di bufala e, al centro di questa armonia, il basilico diffonde su tutta la pizza la sua solarità di erba aromatica, come una smagliante stella del cinema, al centro di una festa, trasmette vibrazioni luminose a chiunque le stia intorno.»

 

Salsa di pomodoro, mozzarella fresca di bufala e basilico, sono sicuramente gli ingredienti imprescindibili per una buona pizza. Ma il vero cuore della pizza margherita è soprattutto la sua pasta, preparata con un impasto la cui ricetta non prevede altro che farina, acqua, sale, lievito di birra.

 

Sulle modalità di realizzazione dell’impasto della pizza, che richiede anche una buona dose di manualità ed esperienza, ci sono fior fiore di scuole. Noi ci fidiamo di quella della più verace tradizione napoletana, che a riguardo detta regole ben precise:

  • la pasta per la pizza deve essere elastica e morbida, in maniera da poterla piegare senza difficoltà “a portafoglio”
  • la forma circolare deve avere un diametro massimo di circa 35 centimetri
  • l’impasto va rigorosamente steso a mano fino a formare un disco senza toccare mai i bordi fino a formare il tipico cornicione, che deve essere alto 1-2 cm al massimo e rigorosamente senza bolle
  • la parte centrale, dove andranno adagiati i condimenti, deve essere alta circa 4 millimetri
  • la cottura deve essere eseguita in forno a legna a circa 485°C, per non più di 90 secondi.

 

Che dite, non vi sembra un metodo di geometria applicata? Malgrado la ricetta sia molto popolare e apparentemente semplice da eseguire, in realtà fare la pizza è un’arte che non si improvvisa, soprattutto nella tecnica di impastatura.

Quindi, se volete provare le stesse paradisiache sensazioni di Julia Roberts nel film “Mangia, prega, ama”, vi consigliamo l’indirizzo del locale nel quale è stata girata la sequenza del film. È la pizzeria “Da Michele”, una storica pizzeria di Napoli che si trova in una traversa di Corso Umberto I, il famoso Rettifilo, nel quartiere Forcella.

Ha solo due piccole sale, e un forno che non è mai spento. Non c’è molta scelta, solo due tipi di pizza: normale o con doppia mozzarella. Del resto, secondo gli stessi puristi partenopei, sono solo due le pizze della tradizione napoletana: margherita e marinara.

Tutto il resto, è food.

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