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Il Bosco Verticale: i 10 vantaggi della nuova tendenza dell’abitare

Le torri verdeggianti di Stefano Boeri rappresentano la soluzione più innovativa del vivere nelle grandi città. Dal Bosco Verticale di Milano a quelli appena approdati in Cina, i grattacieli green dell’architetto italiano conquistano il mondo. Ma quali sono le loro caratteristiche? E perché sono così apprezzati?

Chi non ha mai sentito parlare del Bosco Verticale di Milano di Stefano Boeri? Il complesso di due palazzi residenziali a torre progettato nel Centro Direzionale di Milano rappresenta l’esempio più innovativo di architettura sostenibile, basato sull’idea di riforestazione metropolitana. Grazie alla presenza di più di duemila essenze arboree, tra arbusti e alberi ad alto fusto, distribuite sui prospetti in relazione alla posizione della facciata verso il sole, la Vertical Forest si propone infatti di incrementare la biodiversità vegetale e animale dei grandi centri abitativi, riducendone l’espansione urbana e contribuendo anche alla mitigazione del microclima.

Queste, infatti, sono le 10 caratteristiche del Bosco Verticale identificate dagli stessi architetti e progettisti dello Studio Boeri:

  • È un progetto di sopravvivenza ambientale per la città contemporanea
  • Moltiplica il numero di alberi nelle città
  • È una torre per alberi abitata da umani
  • È un dispositivo anti-sprawl
  • Demineralizza le superfici urbane
  • Riduce l’inquinamento dell’ambiente urbano
  • Riduce i consumi energetici
  • È un moltiplicatore della biodiversità urbana
  • È un landmark urbano cangiante
  • È un ecosistema vivente.

Da vincitore di numerose competizioni a modello residenziale esportato nel mondo

Iscrivibile di diritto nella cosiddetta green architecture, il Bosco Verticale di Boeri ha ottenuto il premio come “miglior edificio al mondo” dal Council on tall buildings and urban habitat (Ctbuh) nel 2015 e l’International Highrise Award del museo di Architettura di Francoforte. Un importante valore aggiunto per questi veri e propri schermi vegetali che, a distanza di soli tre anni dalla loro realizzazione a Milano, sono già diventati un modello residenziale di architettura sostenibile che sta conquistando tutto il mondo.

Questa idea di densificazione verticale della natura all’interno delle grandi città, infatti, è già stata avviata a Losanna, ma sorgerà anche in centri urbani del Sud America e in Cina. Nanchino, Guizhou, Liuzhou, Shijiazhuang, Chongqing sono le location orientali dove nell’immediato futuro svetterà una selva di Boschi verticali sul modello dei due palazzi del capoluogo lombardo.

Ma perché secondo voi questi edifici residenziali stanno riscuotendo così tanti apprezzamenti e successi? Noi un’idea ce l’abbiamo…

Le torri verdeggianti di Stefano Boeri: una sfida urbanistica che fa leva su un bisogno umano

Alberi, arbusti di grandi dimensioni, piante perenni, ricadenti, sempreverdi e spogianti: le varietà di piante e vegetazione dei boschi verticali sono numerose. Elementi naturali che apportano benefici sotto il profilo ambientale e climatico, ma anche e soprattutto alle persone.

La natura, infatti, non è solo un elemento scenografico che fa da contorno al nostro vivere quotidiano o un luogo dove trascorrere i weekend, ma è un essere vivente che, come tale, può interagire con noi. Fa bene al nostro corpo, è un toccasana per la mente, è un carburante per l’anima. Perché stare a contatto con la natura ci infonde energia, vitalità, benessere.

Immergersi nel verde apporta benefici al nostro vivere quotidiano: riscoprire il tatto attraverso le mani sulla corteccia ruvida di un albero, annusarne l’odore di resina, accarezzare le foglie, ammirare i colori che mutano con le stagioni, chiudere gli occhi e restare in ascolto di ogni piccolo rumore di un habitat naturale costituisce un vero e proprio allenamento positivo per i nostri cinque sensi.

Ecco perché ai 10 vantaggi dell’abitare in un bosco verticale possiamo aggiungerne sicuramente un altro: la possibilità di stare a contatto con un ecosistema vivente per vivere ancora più in armonia con noi stessi e con il ciclo vitale proprio di ogni stagione.

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